L’età avanza

Oddio, sono vecchia! Me ne sono resa conto oggi che un ragazzo di 30 anni mi ha dato del lei, eppure ne ho quasi 45, ci sono solo 15 anni di differenza fra noi due eppure ha sentito il bisogno di rivolgersi a me come ci si rivolge, per rispetto, a un anziano!

Non dico di essere un fiorellino, ma mentalmente me ne sento 20 a dir tanto, sono ancora l’anima della festa quando esco con gli amici, la differenza è che sono sposata e ho due figli adolescenti che mi chiamano mamma rock. Comunque, da quando mi sono sentita vecchia, di punto in bianco, ho preso una decisione: rallentare il decadimento corporale dandomi da fare per rimettermi in forma.

Quando avevo 20 anni facevo body building e ho proseguito fino a 30, le gravidanze mi hanno costretta a star ferma per un po’, ma mi mancava troppo dedicarmi al mio corpo, quindi riprendevo sempre e ricominciavo. Quando, però, mi hanno dato la promozione a lavoro ho dovuto cambiare i miei tempi e le mie abitudini, non ho più né il mattino libero né la sera per poter andare in palestra, quando torno a casa sono distrutta e in più devo fare tutto.

Sto girando per siti web specializzati in articoli sportivi per guardare cyclette prezzi e quant’altro, in modo da portare la montagna da Maometto, dato che Maometto, qui, alla montagna non sa quando andarci. Ho visto che è possibile fare da soli, quantomeno per aggiustare sedere e cosce che iniziano a cedere alla gravità e alla vecchiaia, quindi è tempo di rimboccarmi le maniche e ricominciare.

Il prossimo trentenne col quale mi troverò a parlare non mi darà del lei, lo giuro e lo prometto, quant’è vero che sono una mamma rock, come dicono i miei figli!

L’appartamento dei miei sogni

Non pensavo esistesse, eppure mi sono dovuta ricredere: ho trovato l’appartamento dei miei sogni. Premetto che ho trovato un lavoro che si adatta alle mie competenze e ai miei studi, e per me era praticamente un’utopia. Si tratta di una startup giovanissima che però ha già un’ottima fama nel proprio settore, mi sembra impossibile e quando mi hanno chiamata per confermare la mia assunzione per poco non ho iniziato a urlare dalla gioia.

Comunque, il lavoro inizia tra un mese, è nella mia regione ma un po’ troppo distante dalla mia città, quindi ho dovuto correre ai ripari e trovare un appartamentino: direi che l’ho trovato, l’ho visto e l’ho fermato subito, perché un’altra occasione simile dubito avrei potuto trovarla.

Insomma, pur essendo una città molto metropolitana e caotica, la zona residenziale dove lavorerò è ritagliata su una collina verde e meravigliosa: in due minuti sono a lavoro, passano metro e autobus, ho un centro commerciale vicinissimo e tutti i servizi più importanti lì, a due passi dal mio portone d’ingresso.

La casetta è già arredata in uno stile molto piacevole: pareti ocra, stanze viola (il mio colore preferito), mobili molto carini principalmente color crema o neri. C’è una stanza molto ampia, che penso adibirò a salotto, dove ho già visto l’angoletto che custodirà il mio tapis roulant pieghevole che menomale ho acquistato in questa soluzione, altrimenti non avrei potuto spostarlo da casa.

C’è un lucernario nella stanza da letto, realizzata completamente in legno, che illumina tutto quanto in una maniera naturale. Non vedo l’ora di andare a fare shopping per la casa, dato che ho già in mente due o tre idee che da sempre sogno di poter realizzare. Se mi avessero dato una matita e un foglio e mi avessero chiesto di disegnare il mio appartamento dei sogni, lo avrei disegnato identico in tutto a questo!

Si cresce in un minuto

O mio dio, lunedì inizio a lavorare in quell’azienda spettacolare che non pensavo potesse prendermi. Invece è tutto vero. Ho preso un appartamento, ho firmato con il mio nome, ho dato il mio conto in banca e ho chiesto l’attivazione di tutte le utenze da sola, senza l’aiuto di mamma o di papà: sono adulta!

So già che lunedì, al varco della soglia del mio futuro, mi renderò conto di essere adulta e cresciuta in poco più di un minuto: non riesco a immaginare come sarà la mia vita da lunedì in poi, dato che quando avrò iniziato a crescere davvero non potrò più tornare indietro.

Un tempo pensavo solo ad acquistare trucchi, scarpe e borse in quantità industriali, adesso sono su Amazon a cercare la macchina del pane migliore perché sono celiaca e mi sa che farmelo in casa da sola mi converrà.

Un tempo stavo fissa sui gruppi Facebook dedicati al gossip o comunque alle cose frivole, adesso sono in quelli di casalinghe che si danno consigli a vicenda per migliorare le faccende domestiche e farle incastrare alla perfezione con gli impegni e gli orari di lavoro. Sono io a dover cucinare, pulire, lavare, comprare tutto quanto, sono solo e soltanto io, dato che sto abbastanza lontana, purtroppo, dalla mia famiglia.

Ho imparato a fare il bucato con la lavatrice, cosa che non avevo mai imparato a fare e che a dire il vero non avevo mai neppure provato a fare. Da lunedì sarò ufficialmente nel mondo del lavoro, avrò la mia scrivania, il mio computer e le mie mansioni da dover svolgere per ricevere mensilmente il mio stipendio, che dovrò dosare in piccole parti per l’affitto, le bollette, la spesa e tutto il resto. Sono una persona adulta? No, direi che piuttosto sono una bambina intrappolata in un corpo adulto, ahimè, e la prima cosa che guardo al supermercato è sempre la Nutella!

Cose che ho ma che non so utilizzare

Avete mai pensato a quanti oggetti avete in casa che però non sapete utilizzare? Io ho cominciato a rifletterci da quando mi sono dovuto radere la testa a zero perché non sapevo utilizzare il tagliacapelli. Il problema è che me ne sono accorto proprio al momento dello sbaglio, quando anziché avere una mano chirurgica, mi sono ritrovato a shackerare le lame a destra e a sinistra, combinando un disastro.

Non so usare, poi, il pelapatate. Ne ho uno che sembra un pennello, non è a forma di coltello, è strano. Il fatto è che tutte le volte che lo impugno finisco, intanto, per rischiare di tagliarmi una mano, successivamente sono costretto a lavare sia lui che il coltello che lo va a sostituire, per forza di cose, dopo una serie di tentativi fallimentari.

Non so utilizzare neppure il frullatore. O meglio, il frullatore mi odia. Attirato da un’offerta al supermercato, una volta, acquistai un pacco di frullati pronti ai quali bastava solo aggiungere del latte e del ghiaccio, a propria scelta. Bene, il risultato penso sia stato uno dei più disastrosi nella storia dell’umanità, ho dovuto pulire il pavimento della cucina con tutti gli intrugli alchemici che avevo a portata di mano o che su internet spacciavano per miracolosi, per quanto appiccicava al passaggio.

Ammetto di avere qualche problema anche con le macchinette del caffè a cialde: sono italiano e fieramente adoro utilizzare la mia fidatissima Moka, perché in ufficio deve esserci quella (ennesima) diavoleria? Ho provato a chiedere ai miei colleghi se fossero disposti a cambiarla con un fornellino e una Moka, ma ancora sento rimbombare nel cervello e nella memoria le loro risate.

Io sono una persona che impara in fretta, specie quando ha bisogno, mi chiedo io perché le cose devono rendersi così complicate?! E’ un’ingiustizia, ridatemi il mio frullato, ma soprattutto…ridatemi i miei capelli!

Un sabato da donna

Li conoscete tutti i sabato da donne, vero? Se la risposta è no, ecco una breve spiegazione: si tratta di un giorno entro l’intero mese che ogni donna decide o dovrebbe decidere di regalare esclusivamente a sé. Non perché non abbiamo diritto a più giorni per noi, ovviamente, ma solo perché tra lavoro e famiglia spesso è difficile riuscire a ritagliarsi un po’ di spazio per i propri hobbies o per le proprie necessità, specialmente quelle più frivole.

Bene, il sabato appena passato è stato il mio sabato da donna: alle 8 e 30 avevo appuntamento dalla parrucchiera, cosa della quale ho approfittato per chiedere quali siano le migliori piastre per capelli dato che la mia (che avevo pagato, a esagerare, 15 euro) è deceduta dopo neppure un mese dall’acquisto. Mi ha dato un bigliettino da visita di un suo rifornitore, specificando vai al sito, mandagli una mail e digli che sei una mia cliente, altrimenti non ti venderanno niente al dettaglio dato che lavorano solo da grossisti. Mi ha spiegato che almeno, facendo così, al prossimo ordine di prodotti che farà lei, allegherà anche la mia piastra facendogliela pagare meno.

Dopo il parrucchiere e la felicità del lieto evento – insomma, una piastra nuova per capelli è pur sempre una piastra nuova per capelli! -, mi sono catapultata dall’estetista. Sopracciglia, una manucire e una pedicure veloci, due chiacchiere e poi mi sono fatta un giro al centro commerciale che si trova proprio davanti il centro estetico dove vado.

Cosa non può mancare in un sabato da donne? Del sano, deleterio per il portafoglio e folle shopping. Sono stata abbastanza brava, tutto sommato, ancora non c’erano le collezioni di borse nuove quindi non ho preso moltissimo, solo un paio di leggings, un vestitino e un paio di jeans molto semplici.

Gita in famiglia

Sono appena tornata a casa da una gita con mio marito e il mio bambino, sono stanca ma molto felice. Finalmente la bella stagione è arrivata e quando il tempo è così bello adoro passarlo stando fuori, muovendo un po’ le gambe in compagnia dei miei due ometti!

Il bambino si è comportato benissimo, nonostante fosse una delle sue prime uscite in passeggino a spasso per il mondo, ha guardato tutto con molto stupore e mi ha regalato tanti sorrisi. È crollato mentre stavamo tornando alla macchina, dopo due ore a passeggiare tra le strade della città a guardare le vetrine.

Dovevo cercare qualche tutina per il mio piccolino e mio marito aveva bisogno di un paio di pantaloni neri, classici, eleganti semplicemente per andare a lavoro. Ho comprato due tutine al bambino che mi piacciono molto, sono di un ottimo tessuto e penso proprio ne farò scorta di tutte le misure, considerata la velocità con la quale cresce ogni giorno.

Mio marito è stato molto buffo con i pantaloni: siamo entrati nel primo negozio all’inizio della via principale dello shopping della nostra città, ha visto un paio di pantaloni molto classici, ha chiesto quanto costavano, li ha provati e li ha presi. Mi ha anche detto “Penso di aver battuto qualche record, ci avrò messo 5 minuti o forse di meno!”. Beati gli uomini che fanno così presto! Io devo ancora perdere qualche chilo dovuto alla gravidanza e non provo neanche a cercare vestiti, tanto so già come andrebbe a finire: depressione da tartaruga al contrario!!

Ci siamo poi andati a prendere un bel gelato, mio figlio doveva prendere la sua pappa per cui siamo entrati in un bar, abbiamo verificato che fosse attrezzato anche per il cambio del bambino e ci siamo mangiati noi un bel gelato, lui una bella dose di latte. Era tantissimo che non mangiavo il gelato e, sorprendentemente, ho potuto farlo abbastanza tranquillamente, dato che appena mio marito ha finito di mangiare il suo cono, ha dato il biberon, precedentemente scaldato con lo scalda biberon, al bambino e io ho avuto tutto il tempo per gustarmi il mio amarena, yogurt e panna.

Abbiamo passeggiato un altro po’, considerata anche la festa di paese che c’era in centro città, guardato un po’ le bancherelle e comprato la pizza per cena, dato che, visto il completo relax della giornata, non avevo assolutamente voglia di cucinare. Mio marito aveva proposto di andare in pizzeria, ma essendo stata una decisione improvvisata non avevo portato con me tutto l’occorrente per la pappa e il cambio serale del bambino che, tra l’altro, era molto stanco. È stata proprio una bellissima giornata che non vedo l’ora di poter ripetere!

I prestiti personali veloci

I prestiti personali veloci sono una delle soluzioni migliori per richiedere somme di denaro più o meno in portanti, da spendere per qualsiasi finalità. Non essendo, infatti finalizzati, ovvero erogati in seguito alla presentazione di un progetto di acquisto per esempio di un immobile o di investimento, possono essere utilizzati per pagarsi le vacanze così come per ristrutturare la propria casa.
I prestiti personali veloci non richiedono dunque nessun tipo di giustificazione né motivazione dell’utilizzo; è una soluzione molto semplice e consigliata da sfruttare in quei casi di urgenze improvvise, come per esempio di necessità impellenti. Per esempio se si dovesse guastare l’automobile e ci fosse il bisogno di cambiarla o ripararla, un prestito personale veloce potrebbe essere la soluzione migliore, nel caso in cui l’utente non disponesse del denaro necessario.

Le banche e gli istituti di credito mettono a disposizioni diverse soluzioni per prestiti personali veloci, che variano da struttura a struttura. Solitamente questo tipo di prestito può essere richiesto da persone maggiorenni, con un età non superiore ai 70 anni, e che diano la prova concreta di poter restituire quanto ricevuto in prestito nei tempi e nei modi prestabiliti dal contratto.

Generalmente, per accedere ai più comuni prestiti personali veloci, l’ente che eroga il denaro richiede, come prova dell’affidabilità del cliente, la busta paga nel caso di lavoratore dipendente o il cud in caso di libero professionista. Per quanto riguarda il pensionato, verrà richiesto il cedolino della pensione come garanzia.

In questi casi solitamente i prestiti personali veloci vengono erogati in poco tempo, seguendo ovviamente le procedure burocratiche previste dalla legge. Può comunque accadere che la richiesta di prestito venga rigettata: generalmente ciò accade o perché l’utente che richiede il denaro non ha le dovute garanzie richieste dal contratto, o perché il reddito libero da impegni è inferiore a 500 euro.

Il secondo caso riguarda, per esempio, le persone che hanno il pagamento delle bollette mediante RID e che, pur avendo a disposizione una determinata somma di denaro sul proprio conto corrente, in realtà ne hanno una buona parte già “promessa” per il pagamento delle utenze.

Nel caso in cui volessimo accedere a un prestito personale veloce ma non disponessimo di garanzie, come la busta paga o un attestazione del reddito in entrata – che potrebbe essere anche un assegno di mantenimento o la dimostrazione effettiva dei pagamenti regolari di bollette o affitto – è possibile rivolgersi comunque agli enti di credito per richiedere soluzioni alternative. Per esempio, si può ricorrere alla cessione del quinto, ottima per chi ha iniziato a lavorare da poco e non ha così un’esperienza lavorativa che dia fiducia all’istituto erogatore ma che comunque funzionerà da garanzia, o alla firma di un terzo che garantirà al nostro posto in caso di insoluti.

Ho perso 20 kg in un anno

Ho perso 20 kg in un anno e sono veramente felice, da obeso sono passato finalmente a un fisico che inizia a piacermi, dove al posto dei rotolini e delle maniglie dell’amore si cominciano a vedere i segni dei muscoli che cercano di spuntare.

Purtroppo, quando si ha un disturbo alimentare, è difficile rendersene conto a meno che qualcuno che si ama non ce lo fa notare, e a tal proposito devo ringraziare la mia compagna che mi è sempre stata a fianco, nonostante i kg in più.

L’anno scorso, in primavera, mi sono visto allo specchio e ho notato che quello che rifletteva non era quello che la mia mente avrebbe voluto vedere riflesso. Prendendomi la pancia con le mani mi sono reso conto di quanta ciccia avessi messo su, a causa dei problemi familiari che ho avuto durante la mia adolescenza e che mi sono portato dietro sottoforma di grasso.

La mia compagna, preoccupata per la mia salute, dato che cominciavo ad avere problemi a respirare e sentivo dolore al petto se mi muovevo troppo di fretta, mi ha convinta ad andare da uno psicologo. Inizialmente mi sono arrabbiato molto, non ero mica pazzo o così messo male da averne bisogno, ma, un po’ per assecondarla e dirle soltanto “Te l’avevo detto che era inutile?” ci sono comunque andato. Alla prima seduta ho effettivamente capito che avevo un problema al di là del peso, quando sono tornato a casa le ho dato un mazzo di fiori con tanto di biglietto che diceva “I prossimi te li regalo quando sarò in forma, è una promessa!”.

Lo psicologo mi ha così indirizzato da un dietologo, che mi ha prescritto una dieta dimagrante che sinceramente non ho faticato molto a seguire. Sarà che quando mi rendo conto di avere un problema, voglio risolverlo subito, ma da quel punto di vista è andato tutto liscio come l’olio: il problema vero era che dovevo allenarmi!

Mi ha consigliato di andare in palestra, il dietologo, ma mi vergognavo troppo, così cercando in rete e su Youtube ho iniziato a seguire un workout da fare a casa, adatto alle persone in forte sovrappeso come me. A quello ho associato una corsa tutti i giorni, alle 5:30 del mattino che mi dà la carica per iniziare bene la mia giornata, ho persino comprato un cardiofrequenzimetro per vedere quando sono nella zona brucia-grassi, ed eccomi qua.

Stamani ho comprato un altro mazzo di rose alla mia compagna, stavolta il biglietto recitava “Te lo avevo promesso!”.

Prove tecniche di trasmissione

ORE 16
Siamo pronti!
Con i miei amici stiamo facendo le prove tecniche di trasmissione.

Manca ancora qualche ora all’inizio dei Mondiali di calcio. O meglio, manca ancora qualche ora all’esordio dell’Italia nel nuovo Mondiale.
Siamo in un casale di campagna attrezzato a bilocale di un mio amico, assieme a tutta o quasi la comitiva. Tra poco arriveranno anche i ritardatari.
Abbiamo sistemato l’antenna sul tetto. Ora bisogna attaccare il cavo al televisore ed attaccare anche tutto il resto dei cavi utili al suo funzionamento.
Bisogna poi trovare il segnale per far sì che l’immagine ed il sonoro siano decenti.

Ci riaggiorniamo più tardi.

ORE 16.45
Abbiamo attaccato tutti i cavi. Stiamo cercando di posizionare l’antenna nella maniera migliore. Stiamo studiando la posizione delle antenne che vediamo in lontananza sulle case del paese. Da questo casaletto posto su una collinetta si vede la vallata dove sta il nostro paesino.
Da qui inoltre il segnale non dovrebbe avere grosse interferenze.

ORE 17.10
Eureka!
Abbiamo trovato la linea giusta del segnale. Ora l’immagine si vede bene ed il suono è pulito.
Bisogna solo sistemare il televisore per bene, in alto, in maniera tale che tutti vedano decentemente.
Il problema è che non sappiamo come posizionarlo in alto. Ci servirebbe una staffa tv, ma non ce l’abbiamo e non abbiamo tempo per andare a comprarla. Manca poco all’inizio della partita.

ORE 17.30
Anche gli ultimi ritardatari sono arrivati.
Ora siamo tutti.
Il casaletto è pieno e comincia a serpeggiare quella tensione da attesa.

ORE 17.45
Abbiamo trovato nello sgabuzzino di fianco al casaletto un vecchio mobile da buttare. Era una vecchia vetrina abbastanza alta.
L’abbiamo trasportata in cinque perché abbastanza pesante.
Ora il televisore lo abbiamo appoggiato lì sopra.
Si vece da Dio e vedono molto bene tutti quanti l’immagine.
Ormai manca poco.

ORE 17.50
Le squadre sono in campo. Partono gli inni.
Per un attimo il segnale è saltato.
Ci è quasi preso un coccolone.
Abbiamo temuto che ci fosse stato qualche problema tecnico dovuto ad un lavoro di montaggio antenna fatto male.
Fortunatamente era solo un problema di trasmissione sulla rete nazionale, subito sistemato.
Segnale dunque ripristinato in men che non si dica.
Siamo pronti.

ORE 18
Fischio d’inizio.
Sono ormai tesissimo ed in clima partita.
Ci risentiamo a risultato acquisito.
Ho delle buonissime sensazioni.
Spero di non aver scritto parole malauguranti.

Va bene, ora vado.
A dopo amici cari.
Vado a fare un tifo sfrenato.