Mese: Ottobre 2015

Cose che ho ma che non so utilizzare

Avete mai pensato a quanti oggetti avete in casa che però non sapete utilizzare? Io ho cominciato a rifletterci da quando mi sono dovuto radere la testa a zero perché non sapevo utilizzare il tagliacapelli Philips. Il problema è che me ne sono accorto proprio al momento dello sbaglio, quando anziché avere una mano chirurgica, mi sono ritrovato a shackerare le lame a destra e a sinistra, combinando un disastro.

Non so usare, poi, il pelapatate. Ne ho uno che sembra un pennello, non è a forma di coltello, è strano. Il fatto è che tutte le volte che lo impugno finisco, intanto, per rischiare di tagliarmi una mano, successivamente sono costretto a lavare sia lui che il coltello che lo va a sostituire, per forza di cose, dopo una serie di tentativi fallimentari.

Non so utilizzare neppure il frullatore. O meglio, il frullatore mi odia. Attirato da un’offerta al supermercato, una volta, acquistai un pacco di frullati pronti ai quali bastava solo aggiungere del latte e del ghiaccio, a propria scelta. Bene, il risultato penso sia stato uno dei più disastrosi nella storia dell’umanità, ho dovuto pulire il pavimento della cucina con tutti gli intrugli alchemici che avevo a portata di mano o che su internet spacciavano per miracolosi, per quanto appiccicava al passaggio.

Ammetto di avere qualche problema anche con le macchinette del caffè a cialde: sono italiano e fieramente adoro utilizzare la mia fidatissima Moka, perché in ufficio deve esserci quella (ennesima) diavoleria? Ho provato a chiedere ai miei colleghi se fossero disposti a cambiarla con un fornellino e una Moka, ma ancora sento rimbombare nel cervello e nella memoria le loro risate.

Io sono una persona che impara in fretta, specie quando ha bisogno, mi chiedo io perché le cose devono rendersi così complicate?! E’ un’ingiustizia, ridatemi il mio frullato, ma soprattutto…ridatemi i miei capelli!

Un sabato da donna

Li conoscete tutti i sabato da donne, vero? Se la risposta è no, ecco una breve spiegazione: si tratta di un giorno entro l’intero mese che ogni donna decide o dovrebbe decidere di regalare esclusivamente a sé. Non perché non abbiamo diritto a più giorni per noi, ovviamente, ma solo perché tra lavoro e famiglia spesso è difficile riuscire a ritagliarsi un po’ di spazio per i propri hobbies o per le proprie necessità, specialmente quelle più frivole.

Bene, il sabato appena passato è stato il mio sabato da donna: alle 8 e 30 avevo appuntamento dalla parrucchiera, cosa della quale ho approfittato per chiedere quali siano le migliori piastre per capelli dato che la mia (che avevo pagato, a esagerare, 15 euro) è deceduta dopo neppure un mese dall’acquisto. Mi ha dato un bigliettino da visita di un suo rifornitore, specificando vai al sito, mandagli una mail e digli che sei una mia cliente, altrimenti non ti venderanno niente al dettaglio dato che lavorano solo da grossisti. Mi ha spiegato che almeno, facendo così, al prossimo ordine di prodotti che farà lei, allegherà anche la mia piastra facendogliela pagare meno.

Dopo il parrucchiere e la felicità del lieto evento – insomma, una piastra nuova per capelli è pur sempre una piastra nuova per capelli! -, mi sono catapultata dall’estetista. Sopracciglia, una manucire e una pedicure veloci, due chiacchiere e poi mi sono fatta un giro al centro commerciale che si trova proprio davanti il centro estetico dove vado.

Cosa non può mancare in un sabato da donne? Del sano, deleterio per il portafoglio e folle shopping. Sono stata abbastanza brava, tutto sommato, ancora non c’erano le collezioni di borse nuove quindi non ho preso moltissimo, solo un paio di leggings, un vestitino e un paio di jeans molto semplici.